La legge di riferimento e le finalità
La figura della Guardia ecologica volontaria nasce con la Legge regionale n. 23/1989, "Disciplina del servizio volontario di vigilanza ecologica". La Regione Emilia-Romagna promuove la formazione delle GEV perché riconosce la funzione del volontariato nella salvaguardia dell'ambiente: vuole diffondere la conoscenza e il rispetto dei valori ambientali e far concorrere i volontari, insieme alle istituzioni pubbliche, alla tutela del patrimonio naturale.
Un punto che torna spesso: il servizio di vigilanza ecologica volontaria non crea mai un rapporto di pubblico impiego o di lavoro.
I compiti dell'articolo 3
I compiti delle GEV sono tre e conviene saperli quasi a memoria:
- informazione: promuovere e diffondere l'informazione in materia ambientale, in particolare sulla legislazione;
- accertamento delle violazioni che comportano sanzioni pecuniarie, di leggi, regolamenti e provvedimenti istitutivi di parchi e riserve, sempre nei limiti dell'incarico e nell'ambito delle convenzioni con gli enti competenti;
- collaborazione con enti e organismi pubblici in materia di ambiente e tutela del patrimonio naturale.
Dal corso al giuramento
L'iter è sempre lo stesso: corso di formazione, esame di idoneità, atto di nomina rilasciato dalla Regione, decreto del Prefetto e infine il giuramento. Il corso è approvato dalla Regione e dura almeno 83 ore: 60 di teoria, 15 di uscite sul territorio e 8 di esercitazioni. Il numero minimo di partecipanti è 20 per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia e 10 per Piacenza, Parma, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini; il massimo è 80 se il corso è organizzato da un solo raggruppamento, 120 se da due o più.