Definizioni da sapere
- Terreno saldo: non lavorato da almeno 8 anni.
- Bosco ceduo: forma di governo basata sulla gestione delle ceppaie, che ricacciano polloni dopo il taglio.
- Alto fusto (fustaia): alberi tendenzialmente a fusto unico, rinnovo da seme. La fustaia disetanea ha alberi di età e dimensioni diverse.
- Tagliando alla base un abete, questo muore; una quercia può ricacciare polloni, se non troppo vecchia e tagliata nel periodo giusto.
Incendi boschivi: la legge 353/2000
L'incendio boschivo è un fuoco con suscettività a espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese strutture al loro interno, oppure su coltivi, incolti e pascoli limitrofi. Quindi anche un fuoco su un pascolo è incendio boschivo se può espandersi e il pascolo confina con un bosco.
Il piano di previsione, prevenzione e lotta attiva lo approva la Regione. Sulle aree percorse dal fuoco:
- divieto di pascolo e caccia per 10 anni sui soprassuoli boscati bruciati;
- costruire edifici o infrastrutture su soprassuoli bruciati da meno di 10 anni è un reato.
Nel periodo di grave pericolosità dichiarato dalla Regione si applica la sanzione dell'art. 10, comma 6, della L. 353/2000, e gli abbruciamenti controllati di residui vegetali sono vietati dall'art. 182, comma 6-bis, del D.Lgs. 152/2006.
Se una GEV vede un principio d'incendio, dà l'allarme e resta a distanza di sicurezza.
Fuochi, griglie e sigarette
- Accendere fuochi è possibile rispettando 100 m da boschi e terreni saldi, che diventano 200 m nei periodi di grave pericolosità, salvo deroghe.
- Abbruciamento di residui di potatura, erba, foglie: in piccoli cumuli, massimo 3 metri steri per ettaro al giorno, sul luogo di produzione, solo nei periodi ordinari o di attenzione e previa comunicazione.