Fauna omeoterma e specie particolarmente protette
La L. 157/1992 protegge la fauna selvatica omeoterma, cioè mammiferi e uccelli, animali capaci di mantenere costante la temperatura corporea. Non protegge talpe, ratti, topi propriamente detti, arvicole e nutrie.
Le specie particolarmente protette che ricorrono nei quiz sono: lupo, martora, puzzola, gatto selvatico, aquila reale, fenicottero, gheppio, cicogna. Il lupo non è cacciabile proprio per questo.
Gli ungulati e altri mammiferi
In Emilia-Romagna sono presenti cinghiale, daino, cervo, capriolo e muflone. Cervo e capriolo sono autoctoni anche dove reintrodotti. I cervidi vivono in boschi d'alto fusto con radure e in macchie più o meno fitte. Gli ungulati si osservano meglio in primavera, sul primo verde. I piccoli di cinghiale sotto l'anno si chiamano striati.
Raccogliere, detenere o vendere un piccolo di ungulato è sempre vietato, salvo il salvataggio da morte sicura, da comunicare all'ufficio competente. L'istrice ha abitudini notturne ed è presente allo stato naturale nell'Europa meridionale. Un gruppo non omogeneo dal punto di vista tassonomico è istrice, riccio e toporagno.
La fauna migratrice è quella che, spostandosi fra aree di nidificazione e di svernamento, transita in un territorio senza nidificarvi né svernarvi. Le oasi di protezione perseguono un interesse pubblico. Secondo i quiz, solo le specie "non esotiche" sono essenziali all'equilibrio naturale.
La legge sulla fauna minore
La L.R. 15/2006 tutela la fauna minore: tutte le specie che vivono stabilmente o temporaneamente in regione, compresi micromammiferi e chirotteri, esclusi gli altri vertebrati omeotermi. In pratica comprende invertebrati, ciclostomi, pesci, anfibi, rettili, chirotteri e piccoli mammiferi. Restano fuori le specie domestiche, le alloctone e quelle di allevamento produttivo o autorizzato.