Il sistema regionale
La legge da tenere a mente è la L.R. 6/2005, che disciplina il sistema regionale delle aree naturali protette e dei siti Rete Natura 2000. Le tipologie di aree protette che prevede sono cinque: Parchi regionali, Parchi interregionali, Riserve naturali, Paesaggi naturali e seminaturali protetti, Aree di riequilibrio ecologico. La differenza di fondo con Rete Natura 2000: le aree protette discendono dalla legge quadro nazionale 394/1991, i siti Natura 2000 dalle direttive europee 79/409/CEE (uccelli) e 92/43/CEE (habitat).
Il sistema serve a promuovere in forma unitaria la conservazione e la valorizzazione sostenibile del patrimonio naturale, collegando aree protette e siti Natura 2000. L'obiettivo primario è la tutela della biodiversità, intesa come varietà delle forme di vita a ogni livello: geni, specie, popolazioni, comunità, ecosistemi. Fra le finalità delle aree protette: conservazione di specie e habitat, ricerca scientifica, educazione ambientale, promozione delle popolazioni residenti, recupero degli ambienti degradati, uso sostenibile delle risorse e turismo compatibile.
La L.R. 24/2011 ha creato cinque macroaree, che riuniscono aree protette omogenee dal punto di vista geografico e naturalistico, gestite dagli Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità. Questi enti istituiscono e gestiscono anche i Paesaggi naturali e seminaturali protetti.
Il parco regionale
Il parco regionale è istituito dalla Regione con legge regionale. Ha due strumenti principali:
- Piano Territoriale del Parco: regola l'assetto del territorio, dell'ambiente e degli habitat nel perimetro e il raccordo con il contesto, fissando obiettivi e destinazioni d'uso tramite zone e norme;
- Regolamento: disciplina le attività consentite nel parco e nell'area contigua, in conformità al Piano. Può essere generale o di settore, e regola per esempio la raccolta dei prodotti del sottobosco e la pesca nell'area contigua.